Esperti di bartending, pr e dj, ecco le vere star dei locali, i guru della night life.
Al Blanco di piazzale Lavater in consolle c’è Marco Polo Cecere, chiamato così perché in Asia, dove è andato spesso, ha portato il genere house clubbing; al Blanco una delle serate must è il mercoledì di Marco Salata, pr del Blanco e ideatore di party tendenza, tra musica house clubbing internazionale, anteprime che arrivano da case discografiche, eventi, come il lancio della sede del Blanco a Myconos.Durante l’aperitivo, dalle 19,00 alle 23,00, dal buffet arrivano al tavolo, tartine e finger food italiani con tocchi internazionali, indiani e speziati e ogni settimana, durante la serata organizzata da Salata, il pubblico è fatto da popolo della moda, design e mondo dei creativi.All’interno del locale c’è anche la White Room, con la luce che cambia a tre toni, tra tavoli bianchi in legno stile isola, dehor, sgabelli, lampadari, design minimal, quadri alle pareti.Marco Polo suona al Blanco anche il sabato con Sunset Beach e il lunedì a tema, ma al Blanco il giovedì è gay friendly, con la musica di Ricardo Slavik e Lorenzo LSP.
“Il trend musicale è la BPM, che definisce la velocità della house music, una sonorità electro stile San Francisco, più lenta della deep, molto anni 80”-dice Marco Polo.
Se, poi, al Blanco, tra i cocktail più gettonati, ci sono il vodka sour alla pesca, lo spritz, il cosmopolitan, o il Blanco, era il barista di Andrea G.Pinketts nel 1984, Marco Pistone, una delle massime autorità nel settore del bartending, titolare del Barcelona Cafè di Via G. Matteotti, 10, a Crema-sempre foriero di novità per quanto riguarda i cocktail, che ha creato, recentemente, il “Due di Pinketts”, Rhum bianco, Assenzio, Bitter Campari, Cranberry, Succo di melograno
Succo di lime.
“Particolarità di questo cocktail è il trattamento con tabacco cubano, tramite una camera d’affumicatura, in cui viene riposto il cocktail”-dice Pistone-“sembra banale dire che i cocktail padroni della stagione siano i soliti grandi, come mojito, americano, negroni, mai-tai, piñacolada, gin-tonic, Long Island, ma, fondamentalmente, si fa ricorso a queste ricette producendone alcune varianti (come mojito allo zenzero, o Long Island alla birra). Le vere tendenze sono quelle che stimolano la creatività, facendo ricorso alla nostra cultura storica reinterpretata in chiave moderna, cioè i cocktail culturali, una vera e propria ricerca su ciò che si assumeva nel mondo del food and beverage del ‘900 italiano. Nel nostro made in Italy si annoverano qualità, senso del gusto, genuinità e semplicità, ma quello che è mancato è il saper offrire alla gente tutte queste cose con giusta originalità. Da una vecchia ricetta di Salice Terme, risalente alla fine dell’’800, quella di un apicoltore che mescola il suo miele con foglie di menta e vino bianco, cambiando i dosaggi ed aggiungendo un distillato internazionale – come rhum bianco – si ottiene un mojito italiano con vino bianco e miele d’acacia, che si abbina perfettamente a pesce crudo. Basandomi su quanto esiste già nella tradizione italiana, il risultato può essere stupefacente, come il cocktail scomposto beach caipiriña, cioè una caipiriña da spiaggia con arancia e zucchero pestati, vodka al mango, pesca fresca frullata e cachaca.Si scompone mettendo la vodka al mango, servita al cucchiaio, sottoforma di spuma, la Caipiriña all’arancia versata liquida nel bicchiere e la sfera molecolare, ultimo trend esportato da Ferran Adrià e contenente pesca fresca frullata, servita al cucchiaio.Assaggiando in quest’ordine il cocktail, otteniamo il massimo godimento dai singoli ingredienti, facendoli rincontrare al palato alla fine della degustazione, esattamente come se si bevesse il cocktail intero”.
Tra gli altri trend del beverage, il Coffee caipiriña, con lime e zucchero bianco pestati , un caffè espresso cachaca , ghiaccio a scaglie, gassosa; in un tumbler alto pestate quattro spicchi di lime e due cucchiaini di zucchero bianco, versate un caffè espresso, 40 grammi di cachaca, aggiungete il ghiaccio a scaglie e colmate con la gassosa. La Grappa sour allo zenzero, poi, è un modo tutto italiano di utilizzare una tecnica internazionale – quale è il sour – con un distillato che ci appartiene fin da tempi non sospetti, la grappa. Amore goloso è il connubio tra fragole e cioccolato che, aggiungendo il rhum e il liquore alla vaniglia, diventa un modo raffinato di degustare uno dei dolci più diffusi nella nostra penisola. Sangria italiana è ispirata all’uso della generazione di 40 anni fa – stiamo parlando dei nostri nonni –che, alla fine del pasto immergevano una pesca - tagliata a spicchi - nel vino rosso (stagione permettendo). Frozen al rhum con olio siciliano, infine, è a base di gamberi crudi, pomodorini e basilico.Non sono forse gli americani che hanno chiamato frozen la nostra antichissima granita siciliana, inserendo il ghiaccio in un frullatore ad alta velocità (blender) ed aggiungendone un distillato? Ecco il metodo innovativo per riappropriarci di una tradizione tipicamente mediterranea, recuperando la particolare consistenza della grattatella – la raspatura manuale ottenuta da un blocco di ghiaccio.
 
 
 
 

 


Francesca Lovatelli Caetani
francescalovatellicaetani@gmail.com

2 commenti a “Nuovi cocktail e dj set”

  1. alex scrive:

    La vera differenza quest’anno non è nei locali o nei cocktail, ma nel modo di lavorare di dj, pr e gestori, sempre più legati e aiutati dalle nuove tecnologie oggi si usa facebook per richiamare i clienti, ma ancora di più potrà fare un nuovo sito italiano nato da poco che si chiama Spacefun e che darà ai locali la possibilità di farsi promozione adirittura gratis e senza attività di pierraggio camuffato da richieste di amicizia..

  2. Massimiliano Zerbini scrive:

    Ringrazio per la citazione del nostro sito, un lavoro complesso e ancora in evoluzione che ha l’intento di diventare uno strumento di promozione a portata di tutti e gestibile ed aggiornabile in piena autonomia a costo zero.

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